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	<title>Padri dell'Oratorio di Prato</title>
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	<description>Chiesa di Santa Cristina a Pimonte</description>
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		<title>Padri dell'Oratorio di Prato</title>
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		<title>La comunità Adveniat di Assisi: un&#8217;oasi di preghiera e di fraternità.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 11:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunità Adveniat]]></category>

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		<description><![CDATA[La comunità Adveniat di Assisi: un&#8217;oasi di preghiera e di fraternità.
Un breve filmato.

di Giacomo Fiaschi
Tunisi, 28 febbraio
Ho avuto occasione, nel mio recente viaggio in Italia, di soggiornare brevemente nel convento francescano della Comunità Adveniat in S. Maria in Arce, presso Assisi, dove le mie due sorelle Elena ed Elisabetta vivono la loro vita consacrata. Mio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=166&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#008000;"><strong><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/02/screen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1794" title="screen" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/02/screen.jpg?w=300&#038;h=240" alt="screen" width="300" height="240" /></a>La comunità Adveniat di Assisi: un&#8217;oasi di preghiera e di fraternità.<br />
<em>Un breve filmato.</em><br />
</strong></span></p>
<p>di <strong>Giacomo Fiaschi</strong></p>
<p>Tunisi, 28 febbraio<br />
Ho avuto occasione, nel mio recente viaggio in Italia, di soggiornare brevemente nel convento francescano della <a title="Visita sul sito" href="http://perfettaletizia.files.wordpress.com" target="_blank">Comunità Adveniat in S. Maria in Arce</a>, presso Assisi, dove le mie due sorelle Elena ed Elisabetta vivono la loro vita consacrata. <span id="more-166"></span>Mio figlio Giovanni aveva con sé una piccola telecamera, uno di questi gioiellini che oggi sono alla portata di tutti e, il giorno della partenza, non ho resistito alla tentazione di fare qualche ripresa, o meglio, qualche &#8220;appunto&#8221; . Non avevo con me l&#8217;attrezzatura necessaria per fare delle riprese professionali e così, senza cavalletto, senza microfoni e senza il &#8220;mandarino&#8221; per l&#8217;illuminazione, con un giocattolino minidv a un solo ccd, in un paio d&#8217;ore ho rimesso insieme quello che potevo. Una volta tornato a casa ho rivisto il girato e mi son reso conto che avrei potuto usarlo per &#8220;raccontare&#8221; questa esperienza. Con un po&#8217; di umiltà e di pazienza ho montato le immagini in un breve filmato di otto minuti circa che metto a disposizione degli amici di questo Oratorio. <a title="Scarica il fimato" href="http://www.megaupload.com/?d=RE8USZLZ" target="_blank"><br />
Potete scaricarlo da qui</a> seguendo le istruzioni (inserite il codice nella casella, attendete 45 seondi e scegliete l&#8217;opzione &#8220;Download standard&#8221; ). Il filmato è in formato ridotto e consiglio di vederlo in grandezza normale senza ingrandire lo schermo. Date le dimensioni del file (52 Mb) è consigliabile scaricarlo solo se si dispone almeno di una connessione ADSL media.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/padrioratorioprato.wordpress.com/166/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/padrioratorioprato.wordpress.com/166/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/padrioratorioprato.wordpress.com/166/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/padrioratorioprato.wordpress.com/166/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/padrioratorioprato.wordpress.com/166/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/padrioratorioprato.wordpress.com/166/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/padrioratorioprato.wordpress.com/166/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/padrioratorioprato.wordpress.com/166/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/padrioratorioprato.wordpress.com/166/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/padrioratorioprato.wordpress.com/166/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=166&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Combattere la povertà, costruire la pace.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 11:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale della pace 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il testo integrale (scaricabile da qui) del Messaggio di Benedetto XVI per la 42a Giornata Mondiale della Pace 2009, che si celebra il 1° gennaio 2009 sul tema &#8220;Combattere la povertà, costruire la pace&#8221;, presentato questo giovedì in Sala Stampa della Santa Sede. 
Ne riportiamo di seguito un brano significativo: il Papa va ben [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=141&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/12/pace.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1420" title="pace" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/12/pace.jpg?w=267&#038;h=170" alt="pace" width="267" height="170" /></a><a title="Scarica il documento" href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/12/messaggio-papa.pdf" target="_blank">Pubblichiamo il testo integrale (scaricabile da qui) del Messaggio di Benedetto XVI per la 42a Giornata Mondiale della Pace 2009, che si celebra il 1° gennaio 2009 sul tema &#8220;Combattere la povertà, costruire la pace&#8221;, presentato questo giovedì in Sala Stampa della Santa Sede. </a><br />
Ne riportiamo di seguito un brano significativo: il Papa va ben oltre un semplice richiamo alla pace, e indica quali sono le iniziative concrete che devono essere adottate.<br />
<strong>&#8221; (&#8230;) Un quinto ambito relativo alla lotta alla povertà materiale riguarda l&#8217;attuale crisi alimentare, che mette a repentaglio il soddisfacimento dei bisogni di base.<span id="more-141"></span> Tale crisi è caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze. La malnutrizione può anche provocare gravi danni psicofisici alle popolazioni, privando molte persone delle energie necessarie per uscire, senza speciali aiuti, dalla loro situazione di povertà. E questo contribuisce ad allargare la forbice delle disuguaglianze, provocando reazioni che rischiano di diventare violente. I dati sull&#8217;andamento della povertà relativa negli ultimi decenni indicano tutti un aumento del divario tra ricchi e poveri. Cause principali di tale fenomeno sono senza dubbio, da una parte, il cambiamento tecnologico, i cui benefici si concentrano nella fascia più alta della distribuzione del reddito e, dall&#8217;altra, la dinamica dei prezzi dei prodotti industriali, che crescono molto più velocemente dei prezzi dei prodotti agricoli e delle materie prime in possesso dei Paesi più poveri. Capita così che la maggior parte della popolazione dei Paesi più poveri soffra di una doppia marginalizzazione, in termini sia di redditi più bassi sia di prezzi più alti.&#8221;</strong></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/padrioratorioprato.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/padrioratorioprato.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/padrioratorioprato.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/padrioratorioprato.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/padrioratorioprato.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/padrioratorioprato.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/padrioratorioprato.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/padrioratorioprato.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/padrioratorioprato.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/padrioratorioprato.wordpress.com/141/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=141&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un simbolo che domina da secoli nella storia dell&#8217;arte.</title>
		<link>http://padrioratorioprato.wordpress.com/2008/12/04/un-simbolo-che-domina-da-secoli-nella-storia-dellarte/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 10:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Croce]]></category>
		<category><![CDATA[Croci in passamaneria]]></category>
		<category><![CDATA[Crocifisso]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli cristiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal sito del Corso di formazione professionale &#8220;La passamaneria fabbricata a mano&#8221; riportiamo questo articolo.
Sin dagli albori del cristianesimo la Croce ha rappresentato quella che l&#8217;apostolo Paolo definì &#8220;scandalo per i giudei&#8221; e &#8220;follìa per i pagani&#8221;.
La Croce, come simbolo di appartenenza ad una fede, torna ad essere oggi, grazie anche alla multiculturalità nella quale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=137&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_194" class="wp-caption alignleft" style="width: 245px"><a href="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/coppodimarcovaldo.jpg"><img class="size-medium wp-image-194" title="coppodimarcovaldo" src="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/coppodimarcovaldo.jpg?w=235&#038;h=300" alt="Coppo di Marcovaldo - Crocifisso" width="235" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Coppo di Marcovaldo - Crocifisso</p></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Dal sito del <a title="Vai sul sito" href="http://corsovaiano.wordpress.com" target="_blank">Corso di formazione professionale &#8220;La passamaneria fabbricata a mano&#8221;</a> riportiamo questo articolo.</strong></span></p>
<p>Sin dagli albori del cristianesimo la Croce ha rappresentato quella che l&#8217;apostolo Paolo definì &#8220;scandalo per i giudei&#8221; e &#8220;follìa per i pagani&#8221;.</p>
<p>La Croce, come simbolo di appartenenza ad una fede, torna ad essere oggi, grazie anche alla multiculturalità nella quale ci siamo trovati, bene o male, a vivere, una vera e propria provocazione.<span id="more-137"></span></p>
<p>Stiamo scoprendo quanto sia difficile far comprendere, a chi non ha assimilato, sin dalla prima infanzia, i valori che questa immagine èvoca, quanto sia importante questo simbolo, che domina in modo incontrastato su tutti gli altri.</p>
<p>L&#8217;arte lo ha celebrato da sempre e l&#8217;immagine del crocifisso, scolpita o dipinta è diventata il segno stesso del cristianesimo, al punto che nessuno di noi avverte la ripugnanza che la vista del crocifisso produce per chi lo osserva dal di fuori della fede cristiana.<br />
Mostriamo qui due modelli di croce una &#8220;latina&#8221; e una &#8220;greca&#8221; (la seconda si differisce dalla prima per il fatto di avere i quattro bracci di identica lunghezza).</p>
<p><a href="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/croce01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-192" title="croce01" src="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/croce01.jpg?w=287&#038;h=377" alt="croce01" width="287" height="377" /></a></p>
<p><a href="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/croce02.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-193" title="croce02" src="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/croce02.jpg?w=321&#038;h=335" alt="croce02" width="321" height="335" /></a></p>
<p>Si tratta di due costruzioni in vergola (una rossa al centro fra due in oro)  che possono essere applicate su un capo d&#8217;abbigliamento liturgico (un piviale, una casula o una pianeta per esempio), ma che potrebbero star bene anche da sole, montate su un supporto in compensato rivestito di velluto per essere incorniciate ed appese. Sono oggetti che richiedono grande attenzione, soprattutto nella corretta esecuzione del sopra-sotto di ogni passaggio. La dimensione della vergola varia in rapporto alla dimensione della croce che si vuol fare. Per esempio una croce che va dai 15 ai 30 cm. di altezza richiederà l&#8217;uso di una vergola &#8220;normale&#8221;, vale a dire di un diametro di 1,5 &#8211; 2 mm.<br />
Abbiamo mostrato, in testa a questo articolo, il celebre crocifisso di Coppo di Marcovaldo, una delle figure più eminenti della pittura toscana del XIII secolo. Di seguito mostriamo due crocifissi d&#8217;epoca contemporanea, di Slvador Dalì:</p>
<p><a href="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/dalicroce1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-195" title="dalicroce1" src="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/dalicroce1.jpg?w=219&#038;h=380" alt="dalicroce1" width="219" height="380" /></a></p>
<p><a href="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/cristo-dali-cubo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-197" title="cristo-dali-cubo" src="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/cristo-dali-cubo.jpg?w=256&#038;h=400" alt="cristo-dali-cubo" width="256" height="400" /></a></p>
<p>&#8230; e la &#8220;Crocifissione&#8221; di Picasso</p>
<p><a href="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/crocifissionepicasso.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-198" title="crocifissionepicasso" src="http://corsovaiano.files.wordpress.com/2008/12/crocifissionepicasso.jpeg?w=500&#038;h=390" alt="crocifissionepicasso" width="500" height="390" /></a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/padrioratorioprato.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/padrioratorioprato.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/padrioratorioprato.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/padrioratorioprato.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/padrioratorioprato.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/padrioratorioprato.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/padrioratorioprato.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/padrioratorioprato.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/padrioratorioprato.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/padrioratorioprato.wordpress.com/137/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=137&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cristianofobia: perché l&#8217;Europa tace ancora?</title>
		<link>http://padrioratorioprato.wordpress.com/2008/09/23/125/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 08:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cristianofobia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da &#8220;Avvenire&#8221; online.
Cristianofobia ingerenza umanitaria. Subito
di Luigi Geninazzi
Oggi tocca ai cattolici in India. Fino a quest&#8217;estate era l&#8217;Iraq a guidare la clas­sifica dei Paesi più a rischio per la comunità cristiana. Un anno fa nel mirino degli estre­misti violenti c&#8217;erano i missionari in Turchia. È la sequenza temporale dell&#8217;odio anti-cri­stiano che sembra colpire in ondate [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=125&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/09/cristiani_india.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1189" title="cristiani_india" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/09/cristiani_india.jpg?w=300&#038;h=205" alt="" width="300" height="205" /></a><span style="color:#008000;"><strong>Da &#8220;<a title="Vai sul sito" href="http://www.avvenire.it/" target="_blank">Avvenire</a>&#8221; online.</strong></span></p>
<p><strong>Cristianofobia ingerenza umanitaria. Subito<br />
<em>di Luigi Geninazzi</em></strong><br />
Oggi tocca ai cattolici in India. Fino a quest&#8217;estate era l&#8217;Iraq a guidare la clas­sifica dei Paesi più a rischio per la comunità cristiana. Un anno fa nel mirino degli estre­misti violenti c&#8217;erano i missionari in Turchia. È la sequenza temporale dell&#8217;odio anti-cri­stiano che sembra colpire in ondate suc­cessive vari Paesi nel mondo. Ma è un&#8217;im­pressione superficiale e sbagliata.<span id="more-125"></span><br />
La realtà è molto più tragica: le persecuzio­ni s&#8217;allargano a macchia d&#8217;olio, il numero dei martiri continua a crescere in Medio O­riente, in Asia ed in Africa, la caccia al cri­stiano è una folle e sanguinaria idea che tro­va sempre più seguaci. Le cronache di que­sti giorni ci rimandano ai saccheggi, alle di­struzioni e alle violenze contro le comunità cristiane in varie regioni dell&#8217;India. Ma non dobbiamo dimenticare che in Iraq i credenti caldei sono sotto costante minaccia, a Mo­sul continua lo spargimento di sangue e an­che se in generale gli attentati terroristici so­no diminuiti la situazione per i cristiani non è certo migliorata, come ci ricorda l&#8217;ultimo rapporto diffuso dall&#8217;associazione &#8216;<em>Chiesa che soffre</em>&#8216;. In Turchia le istituzioni della Chiesa ortodossa e cattolica continuano ad essere oggetto di pesanti discriminazioni e nel Paese che ha visto l&#8217;assassinio di don An­drea Santoro c&#8217;è chi incita all&#8217;odio contro i preti cattolici. Da I­stanbul a Gaza, dall&#8217;I­raq all&#8217;Indonesia, nei Paesi islamici le cui leggi s&#8217;ispirano alla &#8216;<em>sharia</em>&#8216; come il Paki­stan ma anche in un Paese &#8216;<em>tollerante</em>&#8216; co­me l&#8217;Algeria, i cristia­ni vengono processa­ti, condannati a mor­te da tribunali statali o uccisi da fanatici e­stremisti.<br />
Siamo di fronte a una sorta di globalizzazio­ne dell&#8217;odio anti-cri­stiano. Perché quest&#8217;accanimento? Oggi, in gran parte del mondo non occidentale, co­lui che professa la fede cristiana pur essen­do d&#8217;origine medio-orientale, africana o a­siatica, è percepito come un &#8216;<em>diverso</em>&#8216; dif­ficilmente catalogabile, un soggetto che su­scita diffidenza e sospetto. Non può essere considerato un estraneo (come invece un credente europeo); è uno che per lingua e colore della pelle potresti scambiare per mu­sulmano o per induista. E questo rompe gli schemi prestabiliti, irrita la mentalità co­mune e dà fiato ai gruppi integralisti che mi­rano alla pulizia etnico-religiosa. Dopo due­mila anni torna di drammatica attualità quel che veniva indicato come modello ai cri­stiani nella <strong><em>&#8216;</em></strong><em>Lettera a Diogneto&#8217;</em>: «<em>Ogni pa­tria straniera è patria per loro, e ogni loro patria è sentita come straniera</em>».<br />
Nella terra di Madre Teresa di Calcutta do­ve è nata una carità senza confini, così co­me nel Medio Oriente dove i credenti caldei c&#8217;erano ancor prima che arrivasse Mao­metto, il cristiano è una pietra d&#8217;inciampo, uno scandalo. È il &#8216;<em>diverso</em>&#8216; troppo simile a chi lo disprezza, come lo era l&#8217;ebreo della Mitteleuropa per i teorici della purezza a­riana.<br />
C&#8217;è un nuovo anti-semitismo oggi, ed è l&#8217;o­dio anti-cristiano. Giusto combattere i ri­gurgiti anti-ebraici, doveroso combattere quella che i musulmani chiamano &#8216;isla­mofobia&#8217;. Ci sono organismi internaziona­li come l&#8217;<em>Antidiffamation League</em> ebraica e, recentemente, anche islamica per monito­rare discriminazioni e violenze nei riguardi delle proprie comunità religiose. Allo stes­so scopo in Europa stanno sorgendo vari centri pubblici d&#8217;osservazione. Ma chi, a parte la Chiesa, si preoccupa della &#8216;<em>cristia­nofobia</em>&#8216; dilagante in varie parti del mondo? <em><strong>Chi si prende a cuore la sorte di milioni di cristiani indifesi?</strong></em> Ieri, l&#8217;amministrazione U­sa ha finalmente battuto un colpo, rivol­gendo un appello diretto al governo e al mondo politico indiano. Ma è urgente che anche la vecchia Europa applichi il <em><strong>diritto d&#8217;ingerenza umanitaria</strong></em> nei confronti delle nuove e vecchie democrazie. <em><strong>L&#8217;occasione è a portata di mano: tra pochi giorni si terrà il vertice bilaterale Unione Europea-India. E&#8217; troppo sperare che in agenda ci sia anche la questione delle violenze contro i cristiani? </strong></em></p>
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		<title>I Santi della Settimana</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 07:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://padrioratorioprato.wordpress.com/?p=122</guid>
		<description><![CDATA[La pagina dei Santi della Settimana, tanto cara a voi lettori quanto a noi, è stata aggiornata con ritardo, a causa di problemi tecnici.
Nell&#8217;informarvi che è stata appena aggiornata, vi preghiamo di scusarci.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La pagina dei Santi della Settimana, tanto cara a voi lettori quanto a noi, è stata aggiornata con ritardo, a causa di problemi tecnici.</p>
<p>Nell&#8217;informarvi che è stata appena aggiornata, vi preghiamo di scusarci.</p>
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			<media:title type="html">Redazione</media:title>
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		<title>Una bella lezione di civiltà cristiana.</title>
		<link>http://padrioratorioprato.wordpress.com/2008/08/27/una-bella-lezione-di-civilta-cristiana/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 09:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo da &#8220;Il Tempo&#8221; di oggi (Cristoforo Spinella)
La proposta di tre sindaci della Locride per fronteggiare l&#8217;emergenza sbarchi.
«Ospitiamo noi i migranti»
Siamo pronti ad ospitare 400 migranti. Nei giorni in cui il Cpa di Lampedusa rischia il collasso e il primo cittadino dell&#8217;isola «diffida» le forze dell&#8217;ordine dall&#8217;introdurre altri clandestini nel Centro, la proposta di tre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=112&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Riportiamo da <a title="Vai sul sito" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/08/27/919002-ospitiamo_migranti.shtml" target="_blank">&#8220;Il Tempo&#8221;</a> di oggi (Cristoforo Spinella)</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>La proposta di tre sindaci della Locride per fronteggiare l&#8217;emergenza sbarchi.</strong><br />
<strong>«Ospitiamo noi i migranti»</strong></span></p>
<p><em>Siamo pronti ad ospitare 400 migranti. Nei giorni in cui il Cpa di Lampedusa rischia il collasso e il primo cittadino dell&#8217;isola «diffida» le forze dell&#8217;ordine dall&#8217;introdurre altri clandestini nel Centro, la proposta di tre Comuni della Locride riapre il dibattito sull&#8217;accoglienza degli stranieri.</em><span id="more-112"></span><br />
<span style="color:#008000;">Sulla scia di un&#8217;iniziativa avviata già da qualche anno, i sindaci di Riace, Caulonia e Stignano si dicono pronti ad ospitare i migranti irregolari che sbarcano sulle coste italiane. Il progetto prevede l&#8217;utilizzo di case sfitte o abbandonate dei centri storici, una scuola inutilizzata e una struttura della Diocesi di Locri. Niente edifici blindati né filo spinato, quindi. Secondo il sindaco di Riace, Domenico Lucano, è un&#8217;opportunità per «rivitalizzare i borghi antichi» e «inserire gli immigrati nel tessuto sociale, recuperando anche antichi mestieri». «Gli immigrati devono essere considerati una risorsa», gli fanno eco gli altri due primi cittadini coinvolti. Agli amministratori dei tre Comuni sono arrivati anche i complimenti del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. «In un&#8217;Italia in cui prevale l&#8217;equazione immigrazione uguale criminalità &#8211; ha detto il governatore &#8211; non si può che essere orgogliosi per il fatto che da una regione come la Calabria, e ancor più da una terra come la Locride, venga un messaggio opposto».</span></p>
<p>Questa nota è dedicata ai Signori:<strong><br />
Sig. Domenico Lucano, Sindaco di Riace<br />
</strong><strong>Prof. Ilario Ammendolia, Sindaco di Caulonia</strong><br />
<strong>Sig. Pier Domenico Sasso, Sindaco di Stignano<br />
</strong>ed a <strong><br />
Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo di Locri<br />
</strong></p>
<p>Non ho la più pallida idea di quali partiti rappresentino questi tre Sindaci calabresi. Una cosa però è certa: essi rappresentano, in modo inequivocabile, il partito della <em>civiltà</em>, della <em>dignità della persona,</em> del <em>progresso sociale</em> e dell&#8217;<em>impegno civile</em>.</p>
<p>Questi tre Signori (la maiuscola è d&#8217;obbligo) hanno acceso un fiammefero nel buio, riportandoci alla mente le parole del Santo Padre pronunciate durante l&#8217;Angelus dell&#8217;11 marzo 2007: &#8221; <strong><em>Accendere un fiammifero</em> vale più che maledire l’oscurità</strong> &#8220;.</p>
<p>La Diocesi di Locri, dal canto suo, ha dimostrato come la Chiesa sa incoraggiare e sostenere concretamente programmi e progetti in difesa della dignità della persona.</p>
<p>A questi tre <strong>Sindaci</strong> e al <strong>Vescovo di Locri</strong>,</p>
<div id="attachment_928" class="wp-caption aligncenter" style="width: 216px"><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/vescovolocri.jpg"><img class="size-full wp-image-928" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/vescovolocri.jpg?w=206&#038;h=280" alt="S. Ecc. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo di Locri-Gerace" width="206" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">S. Ecc. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo di Locri-Gerace</p></div>
<p>(del quale vi invito a leggere e meditare <a title="Vai sul sito" href="http://www.diocesilocri.it/home/comunicato/speranza.htm" target="_blank">questo bellissimo intervento</a>) un grazie di cuore per averci rammentato, e dimostrato con i fatti, quanto può essere reale, efficace, significativo e potente l&#8217;unirsi degli uomini di buona volontà per costruire un mondo certamente migliore.</p>
<p>A differenza di quello vagheggiato dalla <strong>senatrice</strong> <strong>Angela Maraventano</strong>, <strong>ristoratrice di professione e vice del sindaco di Lampedusa</strong>,</p>
<div id="attachment_925" class="wp-caption aligncenter" style="width: 305px"><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/angela-maraventano2.jpg"><img class="size-full wp-image-925" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/angela-maraventano2.jpg?w=295&#038;h=278" alt="La senatrice Angela Maraventano vice sindaco di Lampedusa" width="295" height="278" /></a><p class="wp-caption-text">La senatrice Angela Maraventano vice sindaco di Lampedusa</p></div>
<p>la quale, in un&#8217;intervista a <strong>&#8220;<a title="Vai sul sito" href="http://www.agrigentoflash.it/news/show/maraventano-su-cpa-in-mare.html" target="_blank">La Padania</a>&#8220;</strong> espone la sua proposta, concreta e decisamente illuminante, per la soluzione di ogni problema: &#8220;<strong>Il Cpa di Lampedusa va chiuso e spostato in mare</strong>&#8220;..</p>
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		<title>Il vero volto del &#8220;Trattato di Lisbona&#8221; .</title>
		<link>http://padrioratorioprato.wordpress.com/2008/08/26/il-vero-volto-del-trattato-di-lisbona/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 00:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vero volto del &#8220;Trattato di Lisbona&#8221;
Una dittatura che nemmeno Hitler e Stalin avrebbero sottoscritto
Dal sito del Comitato Verità e Vita riportiamo il testo della &#8220;Lettera aperta&#8221; del Centro Culturale &#8220;Nicolò Stenone&#8221; di Verona
LETTERA APERTA A TUTTI I GIORNALI E MASS MEDIA
I potenti dell&#8217;Europa si mostrano indignati e offesi perché la voce del popolo irlandese [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=110&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h3><img class="alignleft size-full wp-image-109" src="http://padrioratorioprato.files.wordpress.com/2008/08/lisbona.jpg?w=184&#038;h=233" alt="" width="184" height="233" /><span style="color:#008000;">Il vero volto del &#8220;Trattato di Lisbona&#8221;</span></h3>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Una dittatura che nemmeno Hitler e Stalin avrebbero sottoscritto</strong></span></p>
<p><em>Dal sito del <a title="Vai sul sito" href="http://www.comitatoveritaevita.it/pub/news_read.php?read=131" target="_blank">Comitato Verità e Vita </a>riportiamo il testo della &#8220;Lettera aperta&#8221; del Centro Culturale &#8220;Nicolò Stenone&#8221; di Verona</em></p>
<p><em><strong>LETTERA APERTA A TUTTI I GIORNALI E MASS MEDIA</strong></em></p>
<p>I potenti dell&#8217;Europa si mostrano indignati e offesi perché la voce del popolo irlandese (che nulla conta davanti alla loro volontà di onnipotenza) si è espressa democraticamente contro il trattato di Lisbona, così come nel passato la saggezza del popolo francese e olandese si espresse contro l&#8217;approvazione della costituzione europea.<br />
I super burocrati che pretendono di mettere in ginocchio, in nome dell&#8217;U.E., tutti gli Stati membri a un solo cenno del loro comando, rifiutano drasticamente questo nuovo smacco, impedendo che altre Nazioni esprimano democraticamente il loro voto, perché hanno ben capito che la gente comune, i lavoratori con mutuo casa, i cittadini fedeli alle loro tradizioni&#8230; non vogliono l&#8217;Unione Europea perché la sentono solo come imposizione dall&#8217;alto e come peso per le proprie tasche.<span id="more-110"></span><br />
Ma la precarietà della situazione economica, resa ancora più difficile dal caro petrolio voluto dal mondo arabo per piegare l&#8217;occidente, è solo un aspetto della deriva a cui sta andando la nuova Europa, tutta protesa all&#8217;insegna del relativismo e della dittatura più pericolosa, perché subdola.</p>
<p>* L&#8217;Unione Europea appena insediata, quasi non ci fossero problemi più urgenti e gravi, ha fatto approvare le unioni omosessuali con adozioni di poveri bambini indifesi.<br />
* Ha volutamente ignorato la cultura cattolica senza mai menzionarla nella costituzione.<br />
* Ha sanzionato con pesanti multe agricoltori e affini colpevoli di aver lavorato troppo.<br />
* Ha imposto ai suoi 27 stati membri di rendere legale l&#8217;aborto come &#8220;diritto giuridico della donna&#8221; a scapito del diritto alla vita del bambino, incentivando anche il diritto all&#8217;eutanasia.<br />
* Ha penalizzato l&#8217;obiezione di coscienza nei confronti dell&#8217;aborto e dell&#8217;omosessualità.<br />
* Ha inventato la cosiddetta &#8220;identità di genere&#8221; per spazzare via l&#8217;evidenza dei due sessi, maschile e femminile, allo scopo di legalizzare qualunque tendenza fuorviante.<br />
* Ha incentivato ogni tipo di ricerca sugli embrioni, compresa quella fra uomo e animale.<br />
* Ha proibito di manifestare pubblicamente la propria fede religiosa con sentenza del 21.2 diffidando la Chiesa dall&#8217;esercitare il suo ministero esterno, quale ad esempio la benedizione pasquale delle case ecc.. In seguito vedremo quale altra proibizione ci verrà imposta&#8230;</p>
<p>Come se tutto ciò non bastasse adesso ci impone il misterioso TRATTATO DI LISBONA che annullerà col tempo tutte le Costituzioni dei singoli Stati, sostituendosi ad esse, in modo tale che a nulla varranno col tempo le nostre leggi interne, comprese quelle riguardanti temi etici e sociali.</p>
<p>È il crollo del primordiale diritto alla democrazia, alla libertà e alla sovranità nazionale.</p>
<p>Praticamente vogliono cancellare le singole identità delle Nazioni ricche del loro patrimonio culturale, artistico, storico, religioso ecc. legato anche alle singole tradizioni millenarie, per imporre un&#8217;unica costituzione che non rispetta assolutamente né l&#8217;identità dell&#8217;Europa nè dei singoli Stati, ma oltretutto lo fanno in maniera subdola, larvata, per impedire che gli europei usino il cervello e si pronuncino sul loro futuro chiedendo di essere interpellati e documentati mediante un referendum.<br />
Pagare i politici europei perché ci facciano schiavi della dittatura è il colmo.</p>
<p>Centro Culturale Nicolò Stenone &#8211; Verona</p>
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		<title>L&#8217;orgoglio di essere Italiani.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 23:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;orgoglio di essere Italiani
di Calibano
Tunisi, 23 Agosto 2008
Tornando verso casa da La Goulette, l&#8217;altra mattina, son capitato per sbaglio nel popolare quartiere detto &#8216;la piccola Sicilia&#8216;,  in prossimità del porto, e mi son trovato di fianco la chiesetta parrocchiale di Sant&#8217;Agostino. Avevo ancora tempo e così ho deciso di fare una breve sosta. La chiesetta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=102&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_104" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img class="size-full wp-image-104" src="http://padrioratorioprato.files.wordpress.com/2008/08/lagoulette.jpg?w=204&#038;h=387" alt="La Chiesa Parrocchiale de La Goulette" width="204" height="387" /><p class="wp-caption-text">La Chiesa Parrocchiale de La Goulette</p></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong>L&#8217;orgoglio di essere Italiani<br />
di <em>Calibano</em></strong></span></p>
<p>Tunisi, 23 Agosto 2008</p>
<p>Tornando verso casa da La Goulette, l&#8217;altra mattina, son capitato per sbaglio nel popolare quartiere detto <em>&#8216;la piccola Sicilia</em>&#8216;,  in prossimità del porto, e mi son trovato di fianco la chiesetta parrocchiale di Sant&#8217;Agostino. Avevo ancora tempo e così ho deciso di fare una breve sosta. La chiesetta è piccola ma ben tenuta. Un po&#8217; malandate le tempere sulle volte laterali che, a causa dell&#8217;umidità mostrano chiazze bianche qua e là. Non sono gran cosa ma varrebbe, forse, la pena di restaurarle, se non altro per eliminare il fastidioso senso di trascuratezza che si percepisce e che non rende merito della cura con la quale la chiesa viene mantenuta.<br />
Ero distratto da questi pensieri quando ho intravisto una suora della congregazione di Madre Teresa di Calcutta. Una suorina indiana piccola piccola alla quale, nel salutarla, ho chiesto cosa ci facevano le suore di Madre Teresa in Tunisia. Mi ha spiegato che sono lì da qualche anno per prestare soccorso alle persone anziane indigenti. Faceva molto caldo e la suorina mi ha invitato a seguirla nella casa della carità adiacente. Sono entrato e mi ha fatto accomodare nella stanza d&#8217;ingresso, dove sono stato invitato a sedermi su una sedia intorno ad un grande tavolo vicino alla porta che dà sulla cucina. Ho visto tre ospiti, anziane signore molto ben accudite, e sono rimasto sorpreso nel sentir rispondere al mio saluto in italiano. Con mia grande sorpresa ho scoperto che tutti gli ospiti della casa sono italiani. <span id="more-102"></span>Ho chiesto spiegazioni alla suorina, che intanto mi aveva servito un bicchiere di acqua fresca e qualche pasticcino. Mi ha risposto che gli ospiti sono quasi tutti italiani. Loro si occupano di assisterli, assicurar loro un tetto dove dormire e un posto dove possono trascorrere serenamente ques&#8217;ultimo tratto del cammino della loro vita, in un clima familiare e sereno. La suorina mi ha invitato a visitare le camere, modeste ma linde e ben curate. Ho incrociato altri ospiti, tutti italiani. Qualcuno mi ha fermato per chiedermi di dove ero, cosa facevo, se sarei ripartito presto per l&#8217;Italia. Uno di loro aveva le lacrime agli occhi.<br />
Ho chiesto alla suorina indiana quante erano ad occuparsi della casa. Mi ha risposto che sono in tre. Mentre stavo per uscire sono arrivate anche le altre due suore. Anche loro indiane.<br />
Ho chiesto alla madre superiora come fanno ad andare avanti. Mi ha risposto alzando gli occhi al cielo. Certo, ho detto, ci mancherebbe altro che la Divina Provvidenza si scordasse di voi. Ma l&#8217;ambasciata italiana vi sostiene in qualche modo. Si, mi ha risposto la madre. Non scrivo, per pura decenza, cosa passa l&#8217;ambasciata ogni trimestre a questo istituto che si prende cura dei nostri connazionali anziani indigenti.<br />
Dopo aver salutato in modo adeguato le suore, ringraziandole per la loro opera di carità, mi sono incamminato verso casa.</p>
<p>E a questo punto è successo qualcosa che mi ha spinto a scrivere questa ‘Nota a margine&#8217;. Nonostante il poco traffico mi sono accorto, infatti, nel guidare, di avere i nervi tesi come quando mi trovo nel caos urbano del centro di Tunisi. Non riuscivo a spiegarmene la ragione. Che fossero quei pasticcini? Ma se non li ho neanche toccati. Ho bevuto solo acqua. Niente thè né caffè. E allora? Strano. Eppure continuavo a sentirmi salir su una di quelle arrabbiature sorde che, in genere, passano dopo una bella sfuriata, magari contro un automobilista scorretto che fa una manovra poco ortodossa. In questi casi l&#8217;automobilista scorretto è prezioso: come su un parafulmine si può scaricargli addosso tutta la rabbia. Mi guardo intorno per vedere se ne becco uno. Nulla. Strada semideserta e gente disciplinatissima al volante. Bela sfortuna. Non ne posso più. Accosto la macchina e mi fermo lungo la striscia d&#8217;asfalto che separa i due lati della laguna di Tunisi.<br />
Esco e mi siedo su uno scoglio in cerca di una spiegazione a questo strano stato d&#8217;animo, un misto di collera, rabbia, vergogna che non so spiegarmi.<br />
Poi, d&#8217;un tratto, capisco. Sono loro, quegli ospiti italiani, vecchietti miei connazionali indigenti dimenticati da tutti e affidati alla carità delle suorine indiane. E&#8217; loro la rabbia, la collera, il dolore sordo che sento. Mia invece, tutta mia, la vergogna.<br />
Vergogna d&#8217;essere italiano. Cittadino, anzi, <em>suddito</em> d&#8217;un regime che spende una montagna di danaro per avere un&#8217;ambasciata che serve a garantire che -nel caso mi pigli un accidente qui e non abbia la fortuna di rimanerci secco- mi scarichi in una casa della carità dove, se va bene e non ci sono intoppi, vengo affidato alla pietà di tre suorine indiane piccole piccole e nere nere. Proprio simili a quelle ‘<em>faccette nere</em>&#8216; alle quali qualcuno che credeva d&#8217;essere un grande della storia voleva garantire, una volta insediatosi nel loro territorio, un ‘<em>altro duce e un altro re</em>&#8216;.<br />
Quelle ‘<em>faccette nere</em>&#8216; che qualcun altro oggi, magari fra una seduta e l&#8217;altra del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana fondata non più sul lavoro ma su un grosso, sempre più drammatico equivoco, chiama ‘<em>baluba</em>&#8216;.<br />
Ho provato una vergogna enorme, che m&#8217;ha travolto come una slavina, una valanga di melma (per non dire di peggio) e mi son sentito cascare le braccia.<br />
Ho provato una vergogna tale che neanche a ripensare a tutte le coppe del mondo dei giocatori di palla, a tutte le medaglie d&#8217;oro, d&#8217;argento e di bronzo di tutte le olimpiadi, m&#8217;è riuscito di allontanare.<br />
Anzi, più cercavo di pensare a queste cose che, di solito, fan l&#8217;orgoglio dell&#8217;italiano, più mi son sentito sommerso da questa enorme, violenta, gigantesca valanga di vergogna.<br />
La <em>vergogna d&#8217;essere italiano</em>, suddito d&#8217;un regime cieco e sordo, che abbandona i propri cittadini al loro destino, affidandoli, <em>con un&#8217;elemosina</em>, alla carità di suorine extracomunitarie, nere come la pece, nere come quei clandestini che vengono additati come fonte d&#8217;ogni disgrazia in Italia e ai quali, fuor dall&#8217;Italia non ci si pèrita di affibbiare la custodia di connazionali che han solo il torto, la disgrazia e la malasorte non tanto d&#8217;esser vecchi, malati e indigenti, quanto, piuttosto quella d&#8217;essere italiani.<br />
Eh si, perché potete pur star certi che un cittadino inglese, americano, spagnolo, belga o tedesco, nelle stesse condizioni, non viene lasciato come un cane in mezzo alla strada. Un cittadino francese poi, figuriamoci!<br />
Essere italiani: bella disgrazia!<br />
Ce lo fanno notare anche dall&#8217;estero, <a title="Vai sul sito" href="http://www.webzinemaker.com/admi/m1/page.php3?num_web=3090&amp;rubr=2&amp;id=103522" target="_blank">leggete un po&#8217; qui</a>. Lo stesso articolo, rimbalzato di blog in blog, <a title="Vai sul sito" href="http://www.tunisiadailyphoto.com/?p=227" target="_blank">lo ritroviamo anche qui</a>&#8230;<br />
Mi piacerebbe tanto poter tornare dalle suorine indiane di Madre Teresa e dir loro: guardate che non tutti gli italiani sono come quelli ‘<em>ufficiali</em>&#8216;. Ce ne sono anche di una razza differente. A partire da quelli che son qui in Tunisia, che lavorano, che fanno lavorare gli altri e che sanno esser solidali con i loro connazionali in difficoltà. E ci sono anche quelli che, in Italia, sanno ancora cosa vuol dire ‘<em>essere italiani</em>&#8216;, e che quando senton l&#8217;inno nazionale ‘<em>Fratelli d&#8217;Italia</em>&#8216; non alzano il dito medio, ma metton mano al portafoglio e sanno esser generosi come nessun altro sa esserlo.<br />
Mi piacerebbe tanto poter dimostrare a quei vecchietti, che hanno il solo torto d&#8217;esser nati italiani, che l&#8217;Italia non è fatta solo di silenzio, ma che ha anche una voce con la quale è capace di cantare a chiare note la solidarietà, la fraternità, l&#8217;amicizia.<br />
Ma forse mi sbaglio. Forse quest&#8217;Italia non esiste. O non esite più. O non è mai esistita.<br />
Forse esiste, però, un&#8217;Italia degli italiani che non si alimentano della retorica d&#8217;una bandiera da sventolare solo in occasione d&#8217;una partita di pallone o d&#8217;una gara di fioretto. Un&#8217;Italia che sfugge alle logiche di chi la vuole partigiana di un venditore di piazza o d&#8217;un altro. Un&#8217;Italia che i giannizzeri del regime non sono riusciti ancora a sfiancare. Un&#8217;Italia nascosta, silenziosa, fatta di gente perbene che non aspetta d&#8217;esser sollecitata da un giullare per riprendersi quel che è suo, vale a dire la propria dignità e le redini del proprio destino.</p>
<p>Per rappresentare quest&#8217;Italia, nella quale mi voglio ostinare a credere ancora, ho scelto questa foto, nella quale si vede un uomo -che non era certo disponibile ad accogliere a braccia aperte tutti- mentre accoglie a braccia aperte Madre Teresa di Calcutta. Un uomo del quale Indro Montanelli ebbe a scrivere <em>Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità</em>.</p>
<div id="attachment_878" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/200px-sandro_pertini_e_madre_teresa_di_calcutta.jpg"><img class="size-full wp-image-878" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/200px-sandro_pertini_e_madre_teresa_di_calcutta.jpg?w=200&#038;h=208" alt="Sandro Pertini e Madre Teresa di Calcutta" width="200" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">Sandro Pertini e Madre Teresa di Calcutta</p></div>
<p>Lo stesso Indro che per definirne altri scrisse la frase ormai proverbiale: <em>Tappiamoci il naso e votiamo per loro</em>.<br />
Adesso non è più tempo da <em>tapparsi il naso</em>. Di fronte a questi connazionali sarebbe bello e importante (e forse più per noi di quanto non possa esserlo per loro) fare qualcosa di concreto.<br />
Da Italiani. Italiani <em>veri</em>.</p>
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		<title>Tex compie 60 anni. Intervista a Claudio Villa, disegnatore delle copertine.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 12:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo dal sito Tex Willer l&#8217;intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Carlos Rico e Mário João Marques per la formulazione delle domande e di Gianni Petino e Paulo Guanaes per le traduzioni e revisione. Protagonista da 60 anni di uno dei fenomeni di comunicazione più popolari, Tex ci viene &#8220;raccontato&#8221;, da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=99&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_861" class="wp-caption alignleft" style="width: 275px"><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/2821255.jpg"><img class="size-medium wp-image-861" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/2821255.jpg?w=265&#038;h=300" alt="Claudio Villa" width="265" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Claudio Villa</p></div>
<p><span style="color:#008000;"><em><strong>Pubblichiamo <a title="Vai sul sito" href="http://texwiller.blog.com/2551827/" target="_blank">dal sito Tex Willer</a> l&#8217;intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Carlos Rico e Mário João Marques per la formulazione delle domande e di Gianni Petino e Paulo Guanaes per le traduzioni e revisione. Protagonista da 60 anni di uno dei fenomeni di comunicazione più popolari, Tex ci viene &#8220;raccontato&#8221;, da Claudio Villa, disegnatore delle copertine del popolarissimo fumetto.<br />
</strong></em></span></p>
<p><strong><em><span style="color:#008000;"> </span></em></strong><br />
<strong><br />
Claudio, che posto ha avuto il fumetto &#8211; soprattutto quello &#8220;Bonelli&#8221; &#8211; nella tua infanzia?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Molto importante: quando ero piccolo mio padre, da grande appassionato, portava in casa molti fumetti: Tex Zagor, Batman, Superman&#8230; una collana che in Italia si chiamava &#8220;I Classici dell&#8217;Audacia&#8221; e conteneva le storie di Michel Vaillant, Ric Roland e tutto il meglio del fumetto europeo dell&#8217;epoca.<span id="more-99"></span><br />
All&#8217;inizio ero attratto da Zagor e dal suo costume da &#8220;supereroe&#8221; e la storia che mi è rimasta nel cuore è &#8220;Il re delle aquile&#8221;, insieme a quella di &#8220;Moloch&#8221; ( disegnata da colui che sarebbe diventato il mio maestro: Franco Bignotti). Più tardi ho scoperto Tex e il suo mondo, insieme alle letture di supereroi americani ( un Batman ancora con il costume rosso e un Superman che si chiamava &#8220;Nembo Kid&#8221; senza la esse sul petto).<br />
<em><br />
</em><strong>Come sei arrivato a fare il disegnatore di fumetti? Vocazione o caso?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa:</strong></em> Niente è un caso&#8230;<br />
Guardando indietro trovo la &#8220;strada&#8221; con gli &#8220;incroci&#8221; incredibili che mi hanno portato qui. <span style="color:#000080;"><span style="color:#000000;">Di mio ci ho messo tanta voglia di &#8220;far bene&#8221; </span><strong>e rispondere alla responsabilità e al dono che mi è stato dato da Dio.</strong></span></p>
<p><strong>Quali influenze hai avuto?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa:</strong></em> Moltissime: Curt Swan (Superman), Neal Adams (Batman) Galep, Ferri, Ticci, Bignotti, Diso, Civitelli&#8230; continuo a &#8220;guardare le figure&#8221; come i bambini e rimango affascinato sempre da un &#8220;bel disegno&#8221;.<br />
Oggi seguo il lavoro di Alex Ross e trovo nuovi stimoli.<br />
<strong><br />
</strong></p>
<div id="attachment_862" class="wp-caption alignleft" style="width: 234px"><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/2821266.jpg"><img class="size-medium wp-image-862" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/2821266.jpg?w=224&#038;h=300" alt="Claudio al lavoro" width="224" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Claudio al lavoro</p></div>
<p><strong>Quali sono le tue fonti? Dedichi molto tempo per documentarti?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Sono molteplici: dai film ai fotoromanzi western, che uso per la documentazione degli ambienti. Per i cavalli ho &#8220;saccheggiato&#8221; edicole per cercare riviste adatte e mi sono fatto un archivio importante.<br />
Porta via del tempo, certo, ma l&#8217;archivio e la conoscenza sono due cose importantissime per il mio lavoro.</p>
<p><strong>Com&#8217;è stato il tuo incontro con Tex e cosa rappresenta lui per te?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Da lettore, intorno ai tredici/quattordici anni, sono rimasto affascinato dalla storia &#8220;Sulle piste del nord&#8221;, che rileggo volentieri ancora oggi come se fosse la prima volta. E&#8217; lì che ho conosciuto il &#8220;vero&#8221; Tex: determinato, con valori solidi nel cuore, circondato da pards che darebbero la vita l&#8217;uno per l&#8217;altro e che non si fermano davanti a niente. Una compagnia di eroi.<br />
Oggi Tex rappresenta il mito.</p>
<p><strong>Cosa rappresenta per te essere il copertinista ufficiale di Tex, andando a sostituire vieppiù il suo creatore grafico Galleppini?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Un grande onore, ma anche una grande responsabilità.<br />
Verso chi ha lavorato prima di me e verso i lettori che hanno il diritto di &#8220;riconoscere&#8221; il &#8220;loro&#8221; Tex in edicola&#8230;</p>
<div id="attachment_863" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/2821264.jpg"><img class="size-medium wp-image-863" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/2821264.jpg?w=300&#038;h=224" alt="Claudio con i colleghi" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Claudio con i colleghi</p></div>
<p><strong>Puoi illustrarci tutto il processo di creazione di una copertina di Tex? Quale criterio usi per sceglierne il soggetto? Chi sceglie il quadretto che servirà da copertina? C&#8217;è una qualche attenzione nella scelta di una scena importante o che rappresenti un momento clou della storia oppure si sceglie un quadro qualsiasi per non rivelare al lettore la fine della storia?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Tutto nasce in casa editrice dove Bonelli in persona esamina la storia in questione. Cerca una scena &#8220;da copertina&#8221; tra le vignette disegnate, elabora uno schizzo veloce che mi viene inviato via fax, insieme alle fotocopie delle pagine relative ( di solito due o tre).<br />
Da qui comincio a lavorare io, impostando la scena &#8220;da copertina&#8221;.<br />
In sintesi bisogna curare l&#8217;inquadratura, la luce e il movimento dei personaggi: la copertina deve raccontare senza rivelare, deve essere leggibile e immediata, deve interessare ed essere sufficientemente dinamica.<br />
A volte manca una scena significativa e allora la si &#8220;costruisce&#8221; con gli elementi presi dalla storia.<br />
<strong><br />
Mediamente: quante prove fai per disegnare una copertina e quanto tempo impieghi per farne una?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa:</em></strong> Dipende dalla difficoltà della scena. A volte , per cercare il meglio, sono arrivato a sei, sette schizzi. E&#8217; incredibile in quanti modi puoi raccontare, a parità di situazione, una scena. e ogni volta scoprire una &#8220;temperatura&#8221; diversa, solo spostando il punto di vista, la luce o la disposizione dei personaggi.<br />
<strong><br />
</strong><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-864" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/3.jpg?w=268&#038;h=300" alt="" width="268" height="300" /></a><strong>Se fosse necessario apportare qualche modifica dopo che l&#8217;hai terminata, come procede l&#8217;Editrice?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Mi avvisa e la da in esecuzione ai bravissimi grafici interni.</p>
<p><strong>Sei il responsabile nella colorazione dei disegni o questo lavoro viene fatto da qualcun altro?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Io do una &#8220;indicazione&#8221; di colore: faccio una fotocopia in A4 del bianco e nero e la coloro con chine liquide &#8220;dipingendola&#8221; come la vorrei vedere stampata.<br />
Poi è lo stampatore che deve &#8220;avvicinarsi&#8221; a quello che ho fatto con i suoi strumenti&#8230;</p>
<p><strong>Fra tutte le innumerevoli copertine che hai già realizzato per Tex ce n&#8217;è stata qualcuna che ti ha dato maggior lavoro? Ti ricordi di qualche particolare, una situazione, un personaggio particolarmente difficile da disegnare in una copertina di Tex?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Tutte sono difficili, non foss&#8217;altro che per il numero di copertine che abbiamo alle spalle cui rischiano, sempre, di assomigliare.<br />
Non ricordo particolari difficoltà, perchè il grado di difficoltà è sempre abbastanza elevato&#8230;<br />
<strong><br />
Com&#8217;è stata l&#8217;esperienza nella realizzazione delle copertine di Tex per la &#8220;Collezione Storica a Colori&#8221;, dato che è stata posta in pratica una tecnica del tutto diversa da quella utilizzata da te in quelle della serie inedita &#8220;posters&#8221; inclusa in &#8220;Tex Nuova Ristampa&#8221;?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Le copertine ricordano le primissime vignette eseguite da Galep negli anni cinquanta.<br />
L&#8217;idea era proprio quella: rendere l&#8217;atmosfera del Galep di quegli anni, rispettando &#8220;l&#8217;occhio&#8221; del 2007. Non è stato facile, perchè dovevo trasformare il mio stile e il tormento di non riuscire ad &#8220;acchiappare&#8221; il &#8220;mood&#8221; di Galep era tanto&#8230;</p>
<p><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/05.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-865" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/05.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a><strong>Sai di essere uno dei migliori disegnatori di sempre della serie e che i lettori hanno sempre grandi aspettative davanti ai tuoi lavori?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Bontà loro&#8230; io so solo che ogni giorno mi aspetta un lavoro nuovo al mito di Tex.</p>
<p><strong>Come procede la tua relazione ed il lavoro con gli sceneggiatori che scrivono storie texiane per te?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Lentamente&#8230;</p>
<p><strong>Le sceneggiature che ricevi sono di solito molto o poco dettagliate rispetto al disegno da fare?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Dettagliate il giusto, per lasciar lavorare l&#8217;immagine.<br />
<strong><br />
Secondo te, qual&#8217;è stato il lavoro migliore per Tex? Ed il più difficile?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Spero il prossimo. Il più difficile? Mefisto.</p>
<p><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/06.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-866" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/06.jpg?w=300&#038;h=224" alt="" width="300" height="224" /></a><strong>Come riesci a fronteggiare l&#8217;assedio costante che i lettori ti fanno chiedendo più avventure di Tex?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Armando il cane della colt.<br />
<strong><br />
Vedremo presto un&#8217;avventura di Tex scritta per te?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Dubito&#8230;<br />
<strong><br />
Cosa puoi dirci della storia di Mauro Boselli che stai disegnando?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: E&#8217; bellissima.<br />
<strong><br />
Come procedi nella creazione? Fai una pagina completa e dopo passi all&#8217;altra? E quali materiali utilizzi?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Cerco di fare una pagina e finirla. I materiali sono i classici: matita, china , pennino e pennello&#8230;<br />
<strong><br />
</strong><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/08.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-867" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/08.jpg?w=300&#038;h=201" alt="" width="300" height="201" /></a><strong>In che modo Claudio Villa riesce a portare nuovi lettori verso Tex?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Non so se riesco, ma cerco di farlo curando la &#8220;vetrina&#8221; di Tex: la copertina.<br />
<strong><br />
In Brasile, &#8220;Tex Edição Histórica&#8221; ha sempre avuto le tue copertine, estratte dai tuoi poster in Tex Nuova Ristampa, ma oggigiorno la Mythos Editora li usa anche per le copertine delle serie &#8220;Grandes Clássicos do Tex&#8221;, &#8220;Tex Férias&#8221;, e &#8220;Tex Ouro&#8221;, a causa dei grandi complimenti dei lettori. Cosa senti sapendo che l&#8217;editrice brasiliana scommette parecchio in questi tuoi disegni?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Mi riempie di soddisfazione e mi preoccupa per la responsabilità&#8230;<br />
<strong><br />
</strong><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/14.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-868" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/14.jpg?w=210&#038;h=300" alt="" width="210" height="300" /></a><strong>Nel 2007 in Portogallo abbiamo avuto un&#8217;anteprima di quindici nuovi disegnatori di Tex. Come vedi l&#8217;entrata di così tanti elementi nello staff di Tex? Può darsi che questo sia l&#8217;inizio di un nuovo corso nella vita della serie?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: E&#8217; inevitabile che succeda. Spero che succeda sempre, vuol dire che Tex continua&#8230;<br />
<strong><br />
Secondo te, il fatto che Tex venga disegnato da vari autori (di stili ben diversi) è più vantaggioso o meno per la serie? E perché?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: E&#8217; senz&#8217;altro un vantaggio, ma Tex deve rimanere Tex.<br />
<strong><br />
Pensi che dovrebbe esserci un rinnovamento anche nei soggettisti?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: E&#8217; già in corso.</p>
<p><strong>Quale sarà il futuro di Tex?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Finchè ci saranno lettori, lui sarà in edicola ad aspettarli.<br />
<strong><br />
E quello di Claudio Villa?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Finchè ci sarà Tex&#8230;<br />
<strong><br />
</strong><strong>Nel campo dei fumetti, quelli della SBE sono sempre stati il tuo obiettivo o avresti preferito fare il cosiddetto &#8220;fumetto d&#8217;Autore&#8221; come Pratt, Battaglia, Toppi o Manara?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Mi piace disegnare e non trovo distinzione tra fumetto d&#8217;autore e non d&#8217;autore. La differenza che vedo è tra una storia ben fatta e una storia non ben fatta. Cerco di fare storie che siano ben fatte&#8230;<br />
<strong><br />
Raccontaci com&#8217;è stata la tua recente esperienza quando hai disegnato gli eroi della Marvel. Ripeterai questa esperienza in futuro?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: E&#8217; stato come fare un tuffo in un altro oceano.<br />
Bello e piacevole, non troppo lungo e quando sono &#8220;tornato&#8221; ero più motivato con Tex, anche se non l&#8217;ho mai abbandonato&#8230;<br />
Non so se ci sarà un&#8217;altra esperienza&#8230;<br />
<strong><br />
</strong><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/15.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-869" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2008/08/15.jpg?w=280&#038;h=200" alt="" width="280" height="200" /></a><strong>Quali fumetti leggi attualmente? T&#8217;identifichi in qualcuno in particolare?</strong><br />
<strong><em>Claudio Villa</em></strong>: Guardo le figure. E quelle che guardo più volentieri sono quelle di Alex Ross.<br />
<strong><br />
Oltre ai fumetti quale tipo di libri leggi? E quali sono le tue preferenze nel campo del cinema e della musica?</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Ho letto e riletto il libro di Zanardi ( un pilota da corsa, campione CART nel &#8216;97 e &#8216;98) perchè sono appassionato di corse&#8230; mi piace un pò tutta la musica &#8220;tranquilla&#8221;, dalla classica ai cantautori italiani (Baglioni) e nei film non ho un autore o genere preferito. Mi è piaciuto molto Matrix.<br />
<strong><br />
Claudio, a nome dei Texiani portoghesi ti invio un caloroso ringraziamento per questa intervista che ci hai gentilmente concesso.</strong><br />
<em><strong>Claudio Villa</strong></em>: Saluto calorosamente i lettori portoghesi!</p>
<p><em><strong><span style="color:#008000;">Fotografie di José Carlos Francisco e Omar &#8220;Stimeex&#8221;</span></strong></em></p>
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			<media:title type="html">Redazione</media:title>
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			<media:title type="html">Claudio Villa</media:title>
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			<media:title type="html">Claudio al lavoro</media:title>
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			<media:title type="html">Claudio con i colleghi</media:title>
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		<title>Le aragoste di Lampedusa, Nietszche, il the nelle grotte di Tamanrasset e i deliri di mezz’estate</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 02:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo da Pratoblog l&#8217;articolo seguente, a firma di Calibano.
Tunisi, 11 agosto 2008
Evidentemente il caldo di questi giorni gioca brutti scherzi. L&#8217;altro giorno è toccato al Sindaco di Lampedusa il quale, in un appassionato discorso che era cominciato anche benino, sebbene un po&#8217; troppo retorico e inficiato da quel demagogismo a buon mercato (al quale ormai [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=padrioratorioprato.wordpress.com&blog=4317558&post=91&subd=padrioratorioprato&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_93" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://padrioratorioprato.files.wordpress.com/2008/08/aragosta-a-lampedusa.jpg"><img class="size-medium wp-image-93" src="http://padrioratorioprato.files.wordpress.com/2008/08/aragosta-a-lampedusa.jpg?w=300&#038;h=300" alt="Aragosta a Lampedusa" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Aragosta a Lampedusa</p></div>
<p>Riportiamo da <a title="Vai sul sito" href="http://www.pratoblog.it" target="_blank"><strong>Pratoblog</strong></a> l&#8217;articolo seguente, a firma di <strong><em>Calibano</em></strong>.</p>
<p>Tunisi, 11 agosto 2008</p>
<p>Evidentemente il caldo di questi giorni gioca brutti scherzi. L&#8217;altro giorno è toccato al Sindaco di Lampedusa il quale, in un appassionato discorso che era cominciato anche benino, sebbene un po&#8217; troppo retorico e inficiato da quel demagogismo a buon mercato (al quale ormai siamo purtroppo avvezzi e che non fa dunque più né caldo né freddo) tipico delle starlette politiche di periferia, alla fine dell&#8217;accorato appello nel quale chiedeva alla Chiesa e al Vaticano di mettere a disposizione conventi e abbazie, seminari vuoti etc., si è messo a strillare contro i presunti &#8220;errori commessi nel passato&#8221; della Chiesa stessa, che a suo dire è rimasta silenziosa a fenomeni epocali dove c&#8217;e&#8217; morte.<span id="more-91"></span></p>
<div id="attachment_94" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://padrioratorioprato.files.wordpress.com/2008/08/the-nel-deserto-a-tamanrass.jpg"><img class="size-medium wp-image-94" src="http://padrioratorioprato.files.wordpress.com/2008/08/the-nel-deserto-a-tamanrass.jpg?w=300&#038;h=300" alt="Thè nel deserto a Talanrasset" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Thè nel deserto a Talanrasset</p></div>
<p>Ora, a dire il vero, con quest&#8217;ultima sparata, il signor sindaco di Lampedusa ci permette di dubitare ragionevolmente (sia detto senz&#8217;offesa) che abbia accusato non solo il caldo ma anche, forse, gli effetti di un&#8217;indigestione per qualche aragosta di troppo, delizioso crostaceo &#8211; piatto forte, fra l&#8217;altro, dell&#8217;isola &#8211; ma, se ne abusi un po&#8217; troppo almeno, un po&#8217; pesantuccio. E&#8217; un&#8217;ipotesi rispettosa, questa, intendiamoci: diversamente bisognerebbe pensare che il signor Sindaco si trovi nella non certo encomiabile condizione d&#8217;ignorare i fatti della storia moderna e contemporanea riguardanti la Chiesa, dall&#8217;apprendimento dei quali anche il più maldestro degli studenti non dico d&#8217;università, ma neanche di liceo o di scuola media inferiore, si rende subito conto che &#8220;silenzio&#8221; non è la parola più esatta per definire l&#8217;atteggiamento della Chiesa stessa di fronte alle atrocità del recente passato.</p>
<p>A meno che il signor Sindaco di Lampedusa non intenda far riferimento a fatti risalenti a qualche secolo addietro, pescando nel torbido delle acque inquinate d&#8217;un periodo in cui la Chiesa si è lasciata sedurre dalla tentazione &#8220;politica&#8221;, ed ha aperto le porte alle proposte degli antenati dei politici d&#8217;oggi. In questo caso, è vero, la Chiesa e il Vaticano ebbero comportamenti analoghi a quelli dei politici del loro tempo i quali, al pari di quelli di oggi, non si mostrano particolarmente sensibili, quando c&#8217;è da guardare agli interessi materiali, all&#8217;urlo di dolore di donne e bambini dilaniati dai colpi mortali delle &#8220;bombe intelligenti&#8221; con le quali pensano di poter risolvere i problemi dell&#8217;umanità.</p>
<p>E&#8217; con i suoi colleghi (e magari anche con sé stesso, qualora ne condivida ideologia e programmi) che dovrebbe prendersela il signor Sindaco di Lampedusa, dunque, se con il riferimento a questo silenzio e a questa indifferenza verso fenomeni epocali dove c&#8217;è morte intende riferirsi alla Chiesa e al Vaticano dell&#8217;epoca dei Borgia. Non certo alla Chiesa che da oltre un secolo affianca e sostiene l&#8217;emancipazione dell&#8217;uomo dalla barbarie della schiavitù, come Leone XIII, per esempio, il quale sostenne e incoraggiò la fondazione della Societé Antiesclaviste per intervenire concretamente contro il Mercato degli Schiavi che già allora, nel Nordafrica, continuava con il tacito assenso degli Stati Europei dell&#8217;epoca all&#8217;interno dei quali, proprio come avviene ai nostri giorni, c&#8217;erano potenti organizzazioni che si arricchivano con questo turpe e infame mercato. I politici del tempo trovarono addirittura sostegno, come in Germania, da parte dei filosofi dell&#8217;epoca al loro acquiescente silenzio. Da Francesco Agnoli (in Libertà e Persona del 07/05/2008):</p>
<p>&#8221; &#8230;Nietszche fu senza dubbio un profeta del nazismo, per moltissimi aspetti. Pensiamo a quel suo insistere di continuo sulla necessità della schiavitù, per la sopravvivenza della civiltà. Non può trattarsi di una semplice metafora: conosce bene, infatti, la polemica viva negli Stati Uniti, in Russia ed anche in Prussia, proprio in quegli anni, tra abolizionisti ed antiabolizionisti. Mentre l&#8217;Inghilterra abolisce la schiavitù nelle sue colonie (1833) e la Russia la servitù della gleba, Nietzsche si scaglia contro il celebre romanzo abolizionista &#8220;La capanna dello zio Tom&#8221;, opera di uno spirito cristiano, e quindi debole e servile. E il suo odio si scaglia contro il cardinal Lavigerie, che cerca di porsi a capo di un movimento internazionale per la dignità degli schiavi, riuscendo a coinvolgere anche la Germania e così &#8220;suscitando il sarcasmo e l&#8217;indignazione del filosofo&#8221;.</p>
<p>Sempre come promemoria, beninteso, vorremmo ricorda al signor Sindaco di Lampedusa (e anche a queli lettori che si fossero lasciati incantare dal suo doloroso canto), che a Tamanrasset, nel sud dell&#8217;Algeria, dove neanche la polizia ha il coraggio di ficcare il naso, nelle grotte che circondano la città, ci sono i Padri Bianchi e i Piccoli Fratelli di Charles de Faucould ad assistere la folla di disperati sopravvissuti alla traversata del Sahara che li spinge, dal Niger e dal Mali, a far tappa obbligata in questo posto prima di incamminarsi verso la Libia da dove vengono imbarcati come bestie su quelle carrette del mare che, puntando a nord, arrivano, quando ce la fanno, a Lampedusa, per turbare il dolce e meritato riposo dei mangiatori d&#8217;aragoste.</p>
<p>I più fortunati li accoglie in un abbraccio mortale il mare. Poi ci sono quelli meno fortunati, per i quali si aprono le porte del carcere, che viene chiamato con ipocrita eufemismo Centro di Permanenza Temporaneo prima di essere rispediti, al pari d&#8217;un pacco postale indesiderato, al mittente. Poi ci sono i più sfortunati di tutti, quelli cioè che, sfuggiti alla morte in mare e al carcere, riescono ad introdursi come clandestini nel nostro paese. La loro sorte è segnata: il Mercato degli Schiavi li attende come braccianti agli ordini d&#8217;un caporale o come prostitute agli ordini d&#8217;un prosseneta. Se le braccia o il corpo non sono adatte né all&#8217;uno né all&#8217;altro di questi settori fiorenti dell&#8217;economia schiavista, allora ci sono altre vie per tirar fuori quel che resta da sfruttare.</p>
<p>I Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld e i Padri Bianchi, vale a dire i rappresentanti di quella Chiesa e di quel Vaticano che il signor sindaco di Lampedusa accusa di silenzio e di indifferenza sono lì, a Tamanrasset, a cercare di soccorrere, di dissuadere di portare conforto a una folla di migliaia e migliaia di disperati che arrivano ogni giorno per far sosta prima di incamminarsi verso le vie della morte, del carcere o della schiavitù. Al contrario del Signor Sindaco di Lampedusa, vorrei fare io un appello, dalle colonne di questo giornale di una città che è sempre stata all&#8217;avanguardia e che ha avuto, fra i suoi rappresentanti dimaggior spicco, personaggi di livello morale, culturale e politico altissimo.</p>
<p>A loro voglio rivolgermi, e in particolare al Governatore Martini, con il quale ho avuto tanti anni fa l&#8217;onore di condividere il banco di scuola in prima media, presso l&#8217;Istituto Nicastro. Conosco la sua storia personale e so quanto sia sensibile al problema dell&#8217;immigrazione. Perché non proporre di istituire un presidio diplomatico europeo a Tamanrasset, dove un ufficio visti provveda ad instradare nella legalità quanti possono entrare con le carte in regola in quest&#8217;Europa che ha pur bisogno di mano d&#8217;opera? Non sarebbe meglio fare un appello in questo senso anziché blaterar cianfrusaglia ideologica accusando la Chiesa e il Vaticano e gettando fango su quanti stanno spendendo la loro vita per gli altri. Queste persone vivono nel silenzio sì, ma non certo nell&#8217;indifferenza di chi, mentre mangia aragoste a Lampedusa, dei clandestini stipati come bestie nel carcere detto Centro di Permanenza Temporanea, non si accorge neanche dell&#8217;esistenza.</p>
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